TECNICHE MAGGIORI

Fertilizzazione in vitro degli ovociti (FIV)

Chi ricorre alla FIV?
Questa tecnica è stata la prima proposta ed applicata nella cura dell’infertilità. Originariamente studiata per consentire la gravidanza in donne con problemi di ostruzione tubarica bilaterale, ha trovato successivo impiego in altre condizioni patologiche che riguardano la coppia. Attualmente le indicazioni alla FIV sono: il fattore tubarico bilaterale, il fattore maschile medio-grave, l’infertilità inspiegata ed il precedente insuccesso delle tecniche minori (Inseminazione intrauterina IUI). Come funziona? Una volta ottenuti gli ovuli con il prelievo ecografico ed aver ricreato condizioni idonee per la loro sopravvivenza (vedi fase operativa), si procede alla “preparazione” del campione di spermatozoi. Comunque siano stati ottenuti, (eiaculazione, scongelamento di spermatozoi preventivamente crioconservati, ecc.) gli spermatozoi vengono sottoposti a procedimenti che hanno lo scopo di selezionare la popolazione dotata delle migliori caratteristiche. A questo punto, nella “provetta” di tre degli ovuli recuperati, viene aggiunta una goccia contenente diverse decine di migliaia di spermatozoi; il tutto viene trasferito all’interno dell’incubatore. (Art. 14. legge 12 febbraio 2004 n. 40 (Limiti all'applicazione delle tecniche sugli embrioni). 1. E' vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni. 2. Le tecniche di produzione degli embrioni, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre). Dopo 18 – 20 ore si valuta, sotto microscopio, l’eventuale avvenuta fertilizzazione degli ovuli. Gli ovuli fertilizzati (zigoti o embrioni ancora costituiti da una singola cellula ma già provvisti dei cromosomi di entrambe i genitori) saranno sottoposti ad un ulteriore periodo di incubazione (48–72 ore), durante il quale si valuteranno le caratteristiche del loro sviluppo. Al termine del periodo di incubazione, si valuterà, il numero definitivo di embrioni sviluppati e verranno trasferiti nell’utero. Gli eventuali ulteriori ovuli recuperati, previo consenso della coppia, possono essere congelati. L’eventuale congelamento degli ovuli sovrannumerari, consente di riprovare ad ottenere embrioni per successivi tentativi, senza la necessità di ripetere né la terapia di stimolazione, né il prelievo degli ovuli.


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